Caligo: omosessualità e pornografia nel 1912

Questo articolo è stato realizzato a partire dalle “Note dell’Editore” presenti in Caligo, come quello su Mech, Droghe e Scafandri. Come nel caso dell’altro articolo voglio sfruttare l’opera pubblicata, dietro cui spesso vi è un’attenta ricerca storica, come scusa per approfondire gli argomenti sfiorati. In fondo anche la narrativa che dovrebbe solo divertire, se ben fatta, può istruire: ogni romanzo potrebbe divenire un punto di partenza per degli approfondimenti sui contenuti e sulla tecnica di scrittura, no?

Penso che la questione dell’omosessualità e di come veniva percepita possa interessare i lettori, per cui dalla  versione 1.0.1 ci sono queste note in più. Chi ha la 1.0 potrà in futuro riscaricare, come sempre, la versione aggiornata (c’è un singolo refuso in meno), ma se è solo per le aggiunte questo articolo è più completo. Ci saranno delle piccole anticipazioni sul contenuto del romanzo, per cui se non l’avete ancora letto evitate di leggere dove sono indicati “spoiler” (due verso la fine).

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Barbara Ann è bisessuale e non ha particolari intolleranze verso gli omosessuali maschi, se non molto blande. Se pensiamo al suo abbonamento a Superomo, rivista porno omosessuale con due muscolosi marinai in copertina, possiamo intuire che quello che manifesta in un paio di momenti della storia (a causa di una persona a cui tiene molto e di cui sospetta l’omosessualità), non sia un disagio dettato dal moralismo. D’altronde lei è bisessuale, no? Cosa può essere, allora?

Per comprenderlo dobbiamo capire come era percepita l’omosessualità nell’Europa dell’epoca. Al giorno d’oggi parlando di omosessualità si equipara tutto, maschile e femminile, ma un tempo l’unica omosessualità che interessava era quella legata alla sodomia tra uomini, la penetrazione anale.

Per esempio le leggi inglesi del 1533 (il Buggery Act), come pure le leggi del 1861, non punivano atteggiamenti promiscui ed effusioni tra maschi perché un certo tipo di affettuosità virile tra cari amici, molto simile a quella che può esserci tra care amiche (tenersi per mano, tenersi sulle ginocchia, abbracciarsi), e che al giorno d’oggi ci è inconcepibile (si verrebbe subito accusati di essere finocchi), non era mal vista.

Basti pensare a quelle lettere d’epoca, tra uomini tutti d’un pezzo, in cui si scrivevano con toni da innamorati (“Amato ragazzo”, “Tuo con tenerezza”) e si mandavano bacini di saluto (Niccolò Paganini, 1782 – 1840, finì una lettera al suo avvocato con “ti bacio sulla bocca”). Lo faceva perfino Theodore Roosevelt, sulla cui virilità nessuno può sollevare dubbi! Non erano omosessuali e solo gli ignoranti che oggi scambiano la chiusura mentale del presente con le regole del passato, possono accusare questi signori di esserlo: era solo un modo di essere molto amici, diremmo oggi “da ragazzine”, che un tempo gli uomini avevano (inclusa gente che magari era pure omofoba, eh!).

Per chi vuole approfondire l’argomento delle “amicizie virili”, consiglio il bel The Art of Manliness (qui il sito degli autori) da cui è tratto questo passaggio (tradotto da me):

L’amicizia maschile durante il periodo coloniale e nel diciannovesimo secolo era caratterizzata da legami intensi, pieni di simpatia e di sentimenti. L’amicizia tra uomini, in molti casi, aveva un’intensità simile a una relazione romantica tra uomini e donne. Essenzialmente era un proseguimento di quell’amicizia eroica tipica del mondo antico, unita a un’enfasi sulle emozioni comune all’Età Romantica. Un legale intenso non implicava una relazione di natura sessuale; l’idea che simili amicizie appassionate possano compromettere in qualche modo l’eterosessualità è in gran parte moderna.

Gli uomini a quei tempi usavano liberamente un linguaggio affettuoso nei loro rapporti quotidiani e nelle lettere. Non avevano timore nemmeno di toccarsi con affetto tra loro; molti uomini avrebbero cinto col braccio l’amico senza pensarci due volte, si sarebbero seduti l’uno sulle ginocchia dell’altro o si sarebbero tenuti per mano. Era perfino normale tra uomini condividere un solo letto per risparmiare soldi d’affitto. Gli uomini erano liberi di sviluppare amicizie affettuose senza temere di essere chiamati finocchi o checche perché la moderna concezione dell’omosessualità e della stretta dicotomia etero/gay non esisteva ancora. Solo all’inizio del Novecento gli psicologi iniziarono ad analizzare l’omosessualità. Quando accadde, gli uomini in America presero a divenire più coscienti e preoccupati delle loro relazioni con gli amici e mutarono l’affettuoso abbraccio con una decisa pacca sulla spalla.

Andando oltre, nelle leggi dell’epoca nemmeno il sesso orale tra maschi era vietato: si vietava espressamente solo la penetrazione. Alle donne, nessun riferimento: e d’altronde sappiamo di molte donne che all’epoca erano, in modo piuttosto noto, omosessuali. Sono note perfino foto di coppie lesbiche in cui una donna indossa, per posare, abiti maschili e l’altra femminili, o entrambi maschili.

Era una questione di cui non si parlava, l’affetto un po’ troppo speciale tra certe amiche, anche perché meno grave di un altro problema: la stigma sociale di rimanere zitella in un mondo in cui le donne dovevano (idealmente) sposarsi e avere dei figli!

Anche se non se ne parlava in pubblico, le lesbiche non solo non causavano orrore né erano perseguitate, ma eccitavano già all’epoca le fantasie maschili, come testimoniano le cartoline pornografiche con foto risalenti agli anni 1890-1920, e come testimoniano tanti romanzi pornografici con lesbiche, per esempio The Way of a Man with a Maid del 1908:

Essere apertamente e spavaldamente lesbiche era considerata una forma leggera di pazzia, ma era un’epoca in cui molti atteggiamenti oggi normali erano scambiati per pazzia (si internavano tanti sani e si lasciavano fuori altrettanti matti, con criteri da lancio di monetina) e perfino un bacio appassionato in strada tra un uomo e una donna avrebbe portato il poliziotto di ronda ad ammonire o multare i colpevoli… in pratica, né l’affetto troppo spinto tra eterosessuali né tra omosessuali era ben tollerato.

Negli USA, grazie al romanzo di Henry James The Bostonians, prese piede la definizione “Boston marriage” per indicare una convivenza tra due donne adulte ed economicamente indipendenti. Spesso professioniste, studiose, giornaliste, esponenti di quel tipo di Donna Nuova, indipendente, decisa e capace, promossa dal femminismo di fine secolo.

Si sapeva perfettamente, come già detto, che in alcuni casi si trattava di coppie lesbiche, ma essendo una questione privata (e nemmeno percepita come sbagliata né illegale), si evitava di entrare nei dettagli e si limitava a constatare solo la parte più “pubblica” della verità: che una donna che vive sola è scandalosa, potrebbe avere rapporti con uomini, corrompersi o perfino subire uno stupro ecc. mentre due donne che, in buona amicizia, si sorvegliano a vicenda e si difendono tra loro, sono una cosa morale e ragionevole.

In altri paesi, diversamente rispetto all’Inghilterra, nemmeno la sodomia maschile veniva punita: in Olanda, il paese da cui Barbara Ann riceve Superomo, non era reato dal 1811. Nel Regno d’Italia, che nel romanzo Caligo non esiste, l’omosessualità smise di essere reato nel 1890.

In Europa continentale solo negli Imperi come quello Tedesco o Austro-Ungarico, seppure de facto abbastanza tollerata (soprattutto perché diffusa tra ufficiali e nobili), rimase de iure illegale. Ovviamente anche se non si veniva processati, proprio come in Italia fino a pochi anni fa, lo stigma sociale era forte per gli omosessuali maschi nel popolino che venivano scoperti.

Le leggi cambiarono in Inghilterra nel 1885 col Labouchere Amendment, quando si adottò una formula molto vaga per punire qualsiasi atteggiamento di “volgare indecenza” attribuibile agli omosessuali maschi (dice proprio “Any male person who, in public or private”, sono escluse come sempre le femmine).

Questo è raro: foto di un bacio saffico vittoriano!

Questo è raro: foto di un bacio saffico vittoriano!

La nuova formulazione era così vaga che in pratica chiunque (purché MASCHIO) poteva venire accusato, con qualche maldicenza ben mirata e poche prove indiziarie. Oscar Wilde finì ai lavori forzati nel 1897, Alan Turing subì la castrazione chimica nel 1952. Solo nel 1967 l’Inghilterra, con decenni e decenni di ritardo su Francia, Italia e Olanda, smise di perseguitare gli omosessuali.

Torniamo allora al romanzo Caligo e a Barbara Ann. Attenzione, il primo “spoiler” lo potete leggere senza problemi, ma il secondo contiene una GROSSA anticipazione e NON dovreste leggerlo se non avete ancora letto Caligo: se lo leggete prima, vi rovinate un po’ la lettura di Caligo e, in più, non ci capite niente perché per capire davvero il senso della cosa dovete leggere il romanzo.

Caligo: contiene spoiler di scarsissimo rilievo sul secondo capitolo SelectShow

Caligo: contiene spoiler GRAVI su uno degli ultimi capitoli SelectShow

Per concludere, Superomo e le foto di nudo artistico.
Anche qui, nulla di particolarmente inventato. Fin dal tempo dei dagherrotipi e dei calotipi, le prime foto sufficientemente economiche da produrre apparse negli anni 1840, esistevano sia le “cartoline” (ma non certo da spedire per davvero!) che le pubblicazioni pornografiche. Di norma le pubblicazione pornografiche erano, come accade con Superomo, vendute via posta, in abbonamento o acquistando singoli volumi di uscite non periodiche.

Di norma, per coprire la propria reale natura, si dichiaravano riviste di foto di nudo per artisti! E come potrete immaginare, gli artisti hanno bisogno sia di riviste con donne… che di riviste con uomini. E con la scusa di dipingere quadri, nacquero le prime pubblicazioni softcore per uomini omosessuali (e per signorine molto ardite!) già un secolo e mezzo fa.

Oh Cielo, cosa può capitare tra le mani di una signorina per bene, di questi giorni...

Oh Cielo, cosa può capitare tra le mani di una signorina per bene, di questi giorni…

Per approfondimenti ulteriori riguardo le leggi sull’omosessualità vi invito a leggere la pagina generale di Wikipedia e le relative pagine delle singole nazioni.
Spero che il discorso non vi abbia annoiati!

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1 comment

    • Angra on 25/06/2014 at 09:22
    • Reply

    L’India di oggi fornisce ancora un’ottima fotografia dell’Inghilterra post 1885, con la Sezione 377 del Capitolo XVI del Codice Penale Indiano risalente al 1861, durante la dominazione coloniale inglese:

    377. Unnatural offences: Whoever voluntarily has carnal intercourse against the order of nature with any man, woman or animal, shall be punished with imprisonment for life, or with imprisonment of either description for term which may extend to ten years, and shall also be liable to fine.

    Venne abrogata nel 2009 dall’Alta Corte di Dehli nel tripudio della comunità LGBT internazionale (in India vivono quasi un quinto di tutti gli abitanti della Terra), ma la sentenza è stata annullata nel 2013 dalla Suprema Corte Indiana, per cui la Sezione 377 continua a essere applicata (no, non è solo folklore, si rischia davvero l’ergastolo).

    Anche qui non si parla di omosessualità, ma in sostanza di sodomia e di fellatio, proibite anche nell’ambito dei rapporti eterosessuali. Non viene specificamente punita l’omosessualità… basta che si limiti al petting! Nessun problema, come di consueto, per l’omosessualità femminile. E, come nell’Europa di un secolo e mezzo fa, tenersi per mano pubblicamente o andare a braccetto per strada è una cosa perfettamente normale fra maschi etero, che non ha connotazioni di tipo sessuale.

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