Primo anniversario di Vaporteppa

Il 4 febbraio 2014 venne annuncia la nascita di Vaporteppa, e con lei di Antonio Tombolini Editore. Un anno esatto fa. Non un anno di pubblicazioni, però. Il primo romanzo è uscito solo il 17 aprile e il primo romanzo italiano solo il 16 giugno, ma un anno da quando il progetto è diventato di pubblico dominio.
Festeggiare il giorno in cui vi abbiamo detto ciò in cui crediamo, l’idea di editoria nuova, equa e sostenibile a cui aspiriamo, è per me più importante che festeggiare la prima opera uscita.

Sapete com’è l’editoria, un settore di eterna crisi, di eterni lamenti: era in crisi ancora prima della crisi, nelle parole di chi all’epoca si lagnava, nonostante crescesse di anno in anno… figuratevi adesso, dopo anni in cui la crisi ha davvero colpito l’editoria, per la prima volta dal dopoguerra!  In questo clima lamentoso, buono a far fuggire perfino gli ultimi lettori, nacque Vaporteppa. Non proprio il momento migliore.

Sapevamo che è un settore duro. Sapevamo che gli editori tradizionali, e poi tanti nuovi editori digitali, avevano massacrato il fantasy e la fantascienza producendo una tal mole di opere illeggibili e offensive per i lettori, e lo avevano fatto per così tanti anni, con un picco agghiacciante dal 2008 almeno tra Baby Boom e finto-fantasy che diviene prima rosa (sulla scia della moda dei vampiri, degli angeli e, grazie al Re, quella abortita dei licantropi!) e ora mainstream-non-si-sa-ma-meglio-camuffarlo, da aver tramutato tanti lettori di fantasy in non-lettori di fantasy. O proprio non lettori, nei casi peggiori (o migliori: chi smette di leggere schifezze fa bene o male?).

Ormai, a parte abbassare i prezzi di continuo, è l'unica idea rimasta loro per far leggere...

Ormai, a parte abbassare i prezzi di continuo, è l’unica idea rimasta loro per far leggere di più…

Li hanno convinti che fantasy e fantascienza erano proprio le stupidaggini che diceva la professoressa al liceo, e questa volta senza bisogno di doversi fidare di un’insegnante poco amata: le prove erano sotto i loro occhi, le avevano lette, era proprio come diceva la prof. Uno scenario apocalittico in cui i lettori stimolati dal boom cinematografico del fantasy sono stati ricacciati indietro dagli editori banditeschi, azzerando la più grossa occasione di crescita del settore in decenni.

Un settore morente in cui chi ama fantasy e fantascienza ormai quasi nemmeno ci prova a trovarne di decente nei libri, se non in vecchi titoli sicuri o leggendo opere straniere in lingua originale, e per della buona narrativa si affida ai videogiochi. In questo scenario di rovina e morte intellettuale, siamo entrati noi. Non proprio il momento migliore, giusto? Sbagliato.

Noi siamo qui proprio perché la situazione è disastrosa, perché va ripensata da zero l’editoria. Se tutto andasse per il meglio, non ci sarebbe bisogno di intervenire.
Siamo qui per contribuire a una nuova mentalità editoriale, per mostrare che una nuova editoria è possibile e invitare altri a imitarci. Nel rigore, nello studio, nel rispetto autentico dei lettori intelligenti e onesti. Rispetto che sta anche nel fornire informazioni e contenuti chiari e trasparenti con le nostre postfazioni alle opere, per esempio.

Siamo qui perché siamo sicuri che solo tra i piccoli editori può nascere il coraggio disperato di innovare. Un rinascimento della mentalità editoriale che parta da quelli che stanno sul fondo del mondo editoriale, da chi proprio perché è nelle stesse condizioni dei propri lettori può voler combattere per loro, mentre i colossi tra le Grandi Case editrici saccheggiano il settore assisi con arroganza immutabile sui troni traballanti che dominano questa terra morente.

E per ora non ci è andata male.

Ok, date le premesse il pubblico non va solo trovato tra chi non tollera più i libri dei vecchi editori (vecchi mentalmente e qualitativamente: non conta l’anno di fondazione), ma dobbiamo proprio crearlo da zero cercando di portare alla lettura chi oggi non legge, pur amando fantasy e fantascienza in anime, fumetti e videogiochi.

Un lavoro lungo, non il genere di lavoro che si fa in un mese o in un anno. La mia previsione, quando presentai il progetto a Tombolini, è che per iniziare a formare un pubblico nuovo ci volessero da 5 a 10 anni, a patto di portare opere buone in quantità sufficiente e a patto che altri editori smettessero di martellarsi sulle palle e cominciassero a portare opere di un livello simile al nostro.
E 3 anni, minimi, prima che Vaporteppa possa iniziare a produrre almeno quanto costa (che non è molto): 3 anni per capire se un nuovo tipo di editoria fantastica costruita attorno alla formazione dell’autore è possibile in Italia, oggi, mentre vecchi modelli editoriali si estinguono o si approssimano all’estinzione.

Chissà perché, ma questa copertina mi ha fatto sempre pensare all'editoria!

Chissà perché, ma questa copertina mi ha fatto sempre pensare all’editoria!

Alla fine del primo anno, con 14 opere di narrativa nei negozi, di cui 3 gratuite e solo 1 di recupero di narrativa dell’Ottocento, Vaporteppa sta dando segnali ormai stabili di stare andando nella direzione giusta. Delle 10 opere di narrativa recente, ahimé, solo 4 sono italiane e ben 6 sono tradotte. Sono contento delle 6 tradotte, e soprattutto sono contento che grazie a Vaporteppa sia potuto arrivare in Italia una prima selezione di opere di Carlton Mellick III, ma 4 a 6 non è il rapporto che desideriamo.

Due romanzi italiani su cui puntavo molto, il seguito di Caligo e un altro, invece che per fine 2014, come si sperava molti mesi fa, arriveranno ora nel 2015. Il seguito di Caligo alcuni mesi dopo l’altro romanzo. Altre opere brevi che speravo di portare sono in attesa: editing più lunghi del previsto e, in un paio di casi, autori troppo impegnati con problemi più urgenti per poterle scrivere subito. Anche in questo caso, arriveranno nel 2015. Di buono c’è che le opere italiane portate stanno vendendo bene e sono state accolte in modo positivo dal pubblico. Molto meglio di quanto ci si aspettasse.

Di positivo c’è anche che ho trovato dei nuovi autori promettenti da seguire, ma non quanti speravo. Non so effettivamente quanti sperassi di trovarne nel primo anno, sapevo che sarebbe stato l’anno più difficile (per via del catalogo ancora scarno e della reputazione del marchio da costruire), ma penso che se ne avessi trovato un altro ancora, o due, adesso sarei soddisfatto. Tre e sarei molto soddisfatto. Invece, così, è solo un “ok, non è andata male, è un buon inizio”.

Autori promettenti non siate timidi, fatevi avanti: se come scrivete non va bene poi non succede niente, vi si dice “Non va bene, prova la prossima volta”, senza entrare nei dettagli, vi si segnala qualche articolo da leggere per migliore e potete ritentare in futuro. Ho precisato “promettenti” perché di solito solo loro hanno remore eccessive a far leggere ciò che scrivono, come raccontato in un articolo scritto pochi mesi prima che arrivasse Vaporteppa per fare una prima selezione di candidati (e lì ho trovato la prima nuova autrice che sto seguendo). ^_^

Se in un settore disastrato, scegliendo di questo una nicchia difficile, si può dire che le cose stanno andando bene…beh, in fondo si potrebbe pure festeggiare! Bottiglia da aprire e brindisi? No, sfido la fortuna: per l’occasione, in onore dello splendido spot natalizio, per il compleanno di Vaporteppa ho portato in casa il panettone Tre Marie.

Vaporteppa non lo teme!
Fiduciosi anche, dopo anni di studio dei colleghi editori, che l’editoria sia un settore nel suo insieme così carico di sfiga da essere immune a quella esterna. E se mai qualche buontempone regalasse a certi editori il Tre Marie invitandoli a visionare lo spot, come augurio di fare altrettanto presto, sarebbe il panettone a uscirne sconfitto: la Tre Marie Ricorrenze s.r.l. porterebbe i libri in tribunale entro l’anno. Altro che ricetta milanese!

E adesso che si fa?

Quello che si faceva prima, e qualcosa in più.

  • Si continueranno a cercare autori italiani e a proporre opere italiane appena se ne otterranno di livello adeguato, con lo scopo duplice di costruire una base di sostenitori attorno ai nomi che hanno già pubblicato per noi e di dare una possibilità ai nuovi autori che meritano di farsi conoscere dai lettori.
  • Si continueranno a tradurre opere di Carlton Mellick III: ne voglio almeno 10 in catalogo, il prima possibile. Con 10 opere in catalogo e dopo 6-12 mesi dall’uscita dell’ultima, sarà possibile capire se c’è la possibilità concreta di costruire una solida, e numericamente dignitosa, base di fan in Italia per CM3. Per ora le vendite sono andate bene, a parte Kill Ball che forse ha risentito della troppa Bizarro tutta di seguito, senza pause con opere italiane. Incredibilmente bene, se si pensa a chi diceva, con scarso acume e poco polso della reale situazione, che per la Bizarro in Italia al massimo c’erano una manciata di lettori interessati… centinaia (già trovati, più tutti gli altri nascosti) non sono un manciata, credo. O capisco male i termini io.
  • Si darà più importanza al blog con articoli dedicati alla scrittura, possibilmente affrontando argomenti culturali, curiosi o di applicazione più generale rispetto a quelli di line editing che per molti possono risultare noiosi (per quanto siano fondamentali). Ci sarà tempo per annoiarsi al corso gratuito per autori, per chi avrà il diritto di accedervi e sottoporsi a quel regime di esercizi e di acquisizione di una forma mentale idonea al serio lavoro narrativo. Parlerò negli articoli di concetti utili per chi scrive, sceneggia o immagina storie per un gioco di ruolo: concetti di narrativa utili per tutti, gli stessi che anche i miei corsisti affrontano dopo la prima fase di studi.
Sentirete parlare di loro spesso. Abituatevi.

Sentirete parlare di loro spesso. Abituatevi.

  • Si darà più spazio ai nostri autori. Non solo con pagine dedicate a ognuno di loro qui sul sito, ma con articoli e interviste. Cercheremo di tirar fuori ciò che hanno da dire, visto che per ora sono tutti molto (forse troppo) silenziosi online: niente blog, praticamente non frequentano siti di settore o comunque non lasciano commenti, non hanno pagine su FB a parte il profilo personale ecc. Meglio comunque un autore silenzioso e isolato, ma onesto, rispetto a uno pieno di amici e “fan” che però proprio per questo è caduto nella trappola del lecchinaggio amichevole e dell’omertà, cancri diffusi in editoria. Spero siate d’accordo.
  • E visto l’apprezzamento nei commenti su Facebook degli ultimi giorni… gli articoletti storici su Facebook e Google Plus, in cui riporto il fatto del giorno scelto tra il ‘700 e l’inizio del ‘900, guadagnano una posizione sul blog. Il 10, il 20 e l’ultimo giorno del mese verrà pubblicato un articolo con le foto e i testi proposti nei giorni precedenti. Tre articoli per ogni mese, con gennaio recuperato nei prossimi giorni, prima di partire con febbraio. Così nessuno perderà più una foto storica e un aneddoto simpatico, senza bisogno di usare apposta Facebook o Google Plus.
  • E qualcos’altro che vedrete quando arriverà. ^.^

Avanti Vaporteppa!
Continuate a seguirci, continuate a credere nella nostra visione dell’editoria…
… e buona lettura! ^_^

 

13 comments

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    • Angra on 04/02/2015 at 14:01
    • Reply

    Buon anniversario Vaporteppa! ^___^

    • Raffo on 04/02/2015 at 16:55
    • Reply

    Buon compleanno quindi a Vaporteppa.

    E un quattroso augurio al Duca di buon lavoro, che il buon lavoro, a lungo termine, premia sempre.
    Intanto attendo speranzoso.

    • Fed on 04/02/2015 at 22:37
    • Reply

    Buon compleanno e continuate con Mellick!
    A proposito chi sono i due nelle foto?

  1. Aristotele il busto a sinistra. Un ritratto (forse) di Shakespeare a destra.

    • Roberto on 05/02/2015 at 12:06
    • Reply

    Qualche titolo di romanzo di ultima (de)generazione “mainstream-non-si-sa-ma-meglio-camuffarlo”? Sono molto interessato a scoprire questo nuovo continente

  2. Grazie Duca per l’anno favoloso!
    Da lettore fedele del tuo blog, di quello della Dea Gamberetta e di Tapiroullanza, mai avrei sperato di poter leggere in italiano CM III o cose come “Caligo” (che rimane la mia opera Vaporteppa preferita insieme al “Ninja Morbosamente Obeso”) e l’avvento di Vaporteppa è stato per me una specia di fulmine a ciel sereno.
    Sono davvero curioso di vedere le uscite del 2015 e, in un angolino del mio cuoricino, sto in trepidante attesa che “qualcuno” pubblichi “The Situation” di VanDerMeer in italiano 😉

  3. VanderMeer in Italiano …. magari. Ma il buon Duca esaudirà anche questo desiderio, tutto pur di farsi bello con Gamberetta eheh

  4. VanderMeer è stato contattato mesi fa su richiesta di parecchi lettori e non ha mai risposto, a differenza degli altri autori. Probabilmente è perché aveva già piazzato la sua trilogia con Einaudi e se ne frega di chiunque non sia un grosso editore (o ci sarà qualche clausola nel contratto). Non è un gran perdita, onestamente, avrei portato “The Situation” solo perché vari lettori lo chiedevano.

    • Fed on 05/02/2015 at 21:59
    • Reply

    Oltre a questi, avete intenzione di portare in Italia altri autori stranieri?

  5. No, al momento no.

    • Luca on 06/02/2015 at 22:05
    • Reply

    BUONANNIVERSARIO ancheseinritardissimo

    mi piace. mi piace molto questo sito
    ho letto alcuni dei libri e molti articoli
    interessanti molte cose
    fa pensare…unavolta si diceva cosi di un nuovo promettente autore…dico cosi del vostro sito – blog!
    mi permetto di segnalare un “vecchiume” che ho scoperto per caso: Looking Backward di Edward Bellamy del 1888. Non è un grandissimo libro, con un grande spessore o una forte storia. Ma ha un’idea (per l’epoca) originale. Un uomo Americano si sveglia dalla Boston del 1888 nell’anno 2000 dopo aver dormito sotto ipnosi.
    Le descrizioni su un’utopica società con eguaglianza e diritti per tutti sono un po mielose e il nosto povero protagonist fa la figura del barbaro in mezzo ai civilissimi (parvenu…).
    Ma mi da l’idea di camminare in un posto già visto o di fare un po di antropologia sociale.
    Da leggere a tempo perso. Voto 6+

  6. Lo conosco, è un classico per gli appassionati di fantascienza d’epoca!
    Abbiamo un’opera di un altro autore prevista per il futuro vekkiume e io ero attratto da un’altra opera ancora, pure lei mai apparsa in italiano. Non dico titoli o autori per evitare malintesi/sospetti nel caso un altro editore le portasse prima di noi. 🙂

    Ho trascurato il vekkiume, dopo i racconti davvero innovativi di Mitchell, ma conto per il 2015 di portare qualcosa di interessante.

    Grazie!

    • Luca on 06/02/2015 at 23:41
    • Reply

    Grande Duca
    sei troppo avanti….o troppo indietro…non so ! Che poi chi non conosce il passato non sa prevedere il future e non vive il presente…ma questa è altra Storia!

    CENTO di questi compleanni (a proposito di compleanni e di “100 ans après”….dal titolo in francese, la versione che ho letto del libro di Bellamy)

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