La censura perbenista di Facebook contro la Storia

Qualcuno se ne sarà già accorto, anzi, direi più di qualcuno visto che la nostra segnalazione su Facebook in meno di 24 ore ha raggiunto oltre 3000 persone (dati ufficiali di Facebook) a fronte di appena 950 iscritti alla pagina di Vaporteppa. Ma ci sono anche lettori che non usano Facebook tra voi o che si sono persi la notizia.

Di cosa sto parlando?

Facebook ha ritenuto della blanda satira storica in una pagina di satira storica, la nostra, violare i propri termini di utilizzo e ha rimosso il post su “Nat Turner” del giorno 11 novembre. Forse per il disegno d’epoca, non per il testo (l’avviso mostra solo il disegno).

L'avviso ricevuto da tutti gli Amministratori della pagina Vaporteppa.

L’avviso ricevuto da tutti gli Amministratori della pagina Vaporteppa.

11 novembre 1831: Nat Turner, capo di una rivolta di schiavi, viene impiccato in Virginia. I suoi rivoltosi in due giorni avevano ucciso 60 bianchi, donne e bambini inclusi. Vennero risparmiate solo alcune case di proletari, perché questi erano così poveri che per Turner non stavano meglio dei negri né si consideravano migliori.

Scenari da fantascienza, oggetti che si ribellano ai loro padroni! Come se domani il tostapane convincesse la lavatrice e il frullatore a ucciderti. Quando accendi il tostapane puntagli contro il dito e urla: “Ricordati che fine ha fatto Nat Turner, testa calda!”

La cancellazione di contenuti di satira che in nessun modo incitano all’odio, e che anzi ridicolizzano la cosa tramite l’esagerazione satirica (in questo caso mostrando anche la “civiltà” con cui Turner non si accannì contro i più poveri, contrapposta alla crudeltà degli schiavisti che considerano i neri oggetti), è un abuso di potere da parte di qualche addetto non consapevole del proprio lavoro.

Abuso si spera nato da un errore per faciloneria e non da malafede, vista la mole gigantesca di segnalazioni che il centro assistenza riceve ogni giorno possono capitare errori (e storicamente sono capitati spesso) che poi vengono risolti. In ogni caso è un problema da segnalare a Facebook.

Non è raro da quando la collana è nata che vi siano aggressioni da parte di concorrenti di settore e aspiranti autori esclusi, sotto forma di insulti e intimidazioni anonime online. Per ora nessuna avevo portato a rimozioni di post né a problemi di rilievo di alcun genere, era comunque una quantità accettabile e senza conseguenze: tutti gli editori prima o poi attirano la propria quota di persecutori ossessionati (reato: stalking).

Ricordo quando anni fa l’editore Alberto Gaffi mi mostrò alla presentazione di un bel libro di memorie su sport e tossicodipenza la presenza di un tale, famoso perché a ogni presentazione in zona Roma della casa editrice arrivava, ascoltava tutto e poi faceva una lunghissima domanda, praticamente un’orazione, senza alcuna attinenza con il testo presentato. Giusto per disturbare.

Ci sono soggetti simili online, soprattutto contro chi cerca di cambiare il modo di fare editoria, che dedicano la propria vita (intendo in modo ossessivo, non qualche post sporadico da haters medio) ad attività simili. È normale: internet non cura i problemi profondi di un individuo infelice che cerca in queste pratiche un senso di autorealizzazione, al più permette ai timorosi di esprimerli senza timore di conseguenze.

Il fatto che Vaporteppa esista, rispetti i propri lettori e usi criteri onesti dà molto fastidio a qualcuno che bazzica il marciume editoriale. Fortunatamente dal nostro pubblico abbiamo avuto invece solo gratificazioni e sostegno.
In pratica ogni attacco del Marcio è una medaglia per noi. 🙂

Abbiamo segnalato l’errore a Facebook.

Vi chiedo di farlo anche voi, lamentandovi con Facebook per la violazione dei propri termini di servizio a danno di questa pagina da parte di un loro operatore: https://www.facebook.com/help/contact/268228883256323

La Storia: un posto orribile abitato da individui disgustosi.

Vi segnalo un approfondimento su come le persone del passato tendano a suonare orribili ai giorni nostri, come noi suoneremo orribili alle persone del futuro:
https://strategieevolutive.wordpress.com/2015/11/12/persone-orribili-che-facevano-cose-esecrabili/

Parlare di storia, ancor di più usando la satira per renderla divertente, significa parlare del passato. Ed era un posto orribile e poco politicamente corretto. Chi ha paura del passato non ha un futuro e non può comprendere il presente.

Facebook sta dimostrando, tramite certi suoi operatori, di avere il terrore del passato, come i cialtroni lo hanno di Lovecraft. 🙂
Diffondete e lamentatevi contro gli abusi di certi operatori di Facebook!

Il passato era un posto "orribile". La soluzione di Facebook? Fingere non sia mai accaduto.

Il passato era un posto “orribile”. La soluzione di Facebook? Fingere non sia mai accaduto.

Passa un giorno intero…

È passato un giorno intero e ancora non hanno risposto su Facebook.
Magari aspettano che siano passati i 3 giorni prima di rispondere, dicendo poi “Non vediamo alcun blocco ora, forse era un problema del tuo browser”. ^_^
Lentezza da tribunali italiani che rende inutile cercare giustizia.

E questo ci ricorda che avere personale non preparato e non professionale che ignora le pagine che incitano all’odio (nonostante migliaia di denunce), come fanno tante pagine antisemite famose o altri pagine che inneggiano alla persecuzione e omicidio di individui o minoranze, mentre alla cieca blocca utenti privi di colpe, non è il modo in cui qualcuno può pretendere di essere preso sul serio come azienda.

Forse avrebbero bisogno di più persone, in modo da poter rispondere in 2-3 ore alla lamentele come ci si aspetta da un’azienda moderna. E di averle preparate. Ma sono costi, forse tali da impedire questo modello di business (che quindi è disfunzionale, C.V.D.). Il sistemato non è automatizzato o basato su parole chiave: lo stesso post con dentro, che ne so, “negro” come parola può venire segnalato e non venire rimosso oppure venire segnalato e poi rimosso. Il controllo delle lamentele è effettuato da personale umano, che butta una rapida occhiata e decide (a caso, parrebbe).

Fare soldi con modalità da irresponsabili, ma non saper gestire poi nemmeno il proprio regolamento, non è un vanto. Altrimenti tanto di cappello ai trafficanti di droga o di organi umani.

NOTA:
potremmo discutere sul fatto che NULLA vada censurato, e potrei trovarmi d’accordo, ma qui sto ragionando usando i criteri dichiarati da FB nel regolamento che quelle stesse pagine di incitamento all’odio e alla violenza accettano.

Nei commenti vi aggiornerò se Facebook risponderà o se, come le peggiori aziende spaventate dalle proprie azioni, tenterà col silenzio di non dover ammettere il proprio errore. 🙂

3 comments

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    • Michele on 13/11/2015 at 20:43
    • Reply

    Purtroppo dobbiamo rassegnarci alla censura farlocca di facebook o premere quel meraviglioso tasto e cancellare l’account per tornare alla cara vecchia posta pneumatica.
    Tristezza, non potrò più vincere il bel faccino di Lovecraft, comunque mi sorge un dubbio: ma hanno saputo solo ora che Lovecraft era razzista? Che poi dovrei smettere di leggere le sue opere per questo, o dovrei smettere di leggere oscar Wilde perché era omosessuale? ( o devo leggerlo perché lo era? Visto che a giudicare da certi programmi ora pare andare di moda la cosa)

    • Nicholas on 16/11/2015 at 11:53
    • Reply

    La cosa migliore è che ho scoperto che su FB Vaporteppa posta cose che non posta qui!
    Attivate i mipiace!

  1. Giusto per completezza segnalo che a distanza 4 giorni, Facebook non ha ritenuto opportuno rispondere dell’abuso di potere e violazione dei termini di servizio avvenuti.
    Un’azienda poco seria che, evidentemente, fa soldi usando un modello di business che però non può gestire come dovrebbe. Ma, come spiegato nell’articolo, a far soldi lavorando male o in modo criminale si è buoni in parecchi. 😉

  1. […] La censura perbenista di Facebook contro la Storia […]

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