Secondo anniversario di Vaporteppa

Un altro anno è passato. Il grosso delle cose da dire su cosa stiamo facendo e cosa vogliamo fare nel terzo anno, rimangono quelle dello scorso anno.
Ormai dovreste saperlo: continuare a pubblicare la Bizarro Fiction di Carlton Mellick III e, soprattutto, trovare e formare nuovi autori italiani.

Inclusi individui inquietanti che poi si fanno intervistare in radio...

Inclusi individui inquietanti come quel tossico di Crescizz che poi si fanno intervistare in radio

Cos’è cambiato in un anno?
A livello editoriale moltissimo. Kindle Unlimited nel bene o nel male è arrivato in Italia e ha fatto il suo primo anno completo. Non posso entrare nei dettagli per motivi di riservatezza (e perché non so se posso dire qualcosa di concreto su Amazon, da contratto), ma per ora puntare al pubblico che legge elettrolibri, ovvero i forti lettori visto che il digitale qui è ancora una nicchia, invitandoli a spendere molto meno per leggere, e pagando così molto, molto, molto meno gli editori (non posso dire la cifre esatta, ma il “compenso” che l’editore riceve è ridicolo), non ha certo migliorato i conti. Anzi, tra i piccoli editori che ho avuto modo di ascoltare, i risultati sono stati visti in modo negativo.
Stiamo vedendo se è possibile uscirne per il resto dell’anno, ma qui sta all’addetto di StreetLib Publish occuparsene. In teoria, per fare un esperimento, si era deciso che come collana Vaporteppa non saremmo neanche dovuti entrarci quest’anno… errori che capitano a livello di casa editrice nel suo complesso…

Cosa è venuto di buono da Amazon?
Anche se Kindle Unlimited con noi non ha avuto un impatto positivo, diciamo che Amazon si è parzialmente fatta scusare assegnandoci ben 5 Daily Deal da settembre a oggi, le offerte giornaliere in cui il prezzo viene sostituito con uno inferiore almeno del 70% (quindi, per noi, 0,99 euro sulle opere a 3,99 o 4,99 euro). Non dico che si vendano migliaia di copie, ma centinaia sì. E non intendo il plurale “al pelo”, abbondate pure. Poi i risultati variano, eh, pur rimanendo in questa pluralità… c’è chi ha fatto tot e chi ha fatto quasi il doppio. Spero di essere rimasto a sufficienza vago. Cifre precise non si possono dare, ci sono contratti. 😉

Più che la possibilità di vendere in un giorno così tante copie e così tanti soldi da sembrare, seppure a 1/4 o 1/5 dei soldi per copia, un nuovo mese di lancio dell’opera (e di ottimo livello!), sono stati giorni importanti per verificare se i nostri libri possono interessare al pubblico. Se le copertine attirano. Se, insomma, quando Amazon sbatte in faccia al pubblico di massa le nostre opere questo le può trovare interessanti. I risultati sono stati soddisfacenti: eravamo ben piazzati tra le altre offerte, con crescite più rapide, con posizioni relative agli altri in offerta ottime. E quando dico ottime intendo che siamo anche arrivati ben 3 volte nella top 3 di Amazon.

Pubblicando con "Vaporteppa" si corre il rischio, tutt'altro che remoto, di trovarsi per un giorno o più nell'imbarazzante situazione di essere il libro più venduto su Amazon. Cartacei inclusi.

Pubblicando con “Vaporteppa” si corre il rischio, tutt’altro che remoto, di trovarsi per un giorno o più nell’imbarazzante situazione di essere il libro più venduto su Amazon. Cartacei inclusi.

Quando pur competendo contro altri libri in offerta come il nostro, magari a 0,99 euro come il nostro (o di nomi famosi come Dario Fo), vinciamo o comunque ci piazziamo nella metà migliore del gruppo… mi sento di dire che le nostre copertine e sinossi stanno funzionando per attirare i lettori. Sì, certo, abbiamo ricevuto parecchi complimenti in passato: ma io volevo la “prova” vera. Come siano scritte le opere non c’entra con queste vendite, non sono acquisti legati al passaparola dei lettori soddisfatti, ma solo all’offerta e all’impulso del “mi attira sì/no”. Per questo contano solo sinossi e copertine.

La qualità delle opere ha ripagato solo dopo: le recensioni nuove, e molto buone, sono arrivate dopo e non sono stati pochi i messaggi su facebook, via mail, perfino qualcuno nei commenti, in cui i lettori si dicevano entusiasti di averci scoperti con l’offerta. Questo ci riporta al solito problema: se i lettori riescono a conoscerci le nostre opere interessano, e se le comprano di norma piacciono anche a un pubblico tutt’altro che facile… ma il problema è che abbiamo troppa poca visibilità e quindi pochi lettori che ci conoscono. Bisognerà rimediare in qualche modo.

Per ora abbiamo provato ad aumentare il parco di blog con cui teniamo i contatti, per lo più di lettrici di Vaporteppa. Non mi interessano blog qualsiasi, voglio persone che siano entusiaste del nostro lavoro perché sapranno comunicare meglio il loro appoggio. Abbiamo fatto fare qualche intervista qua e là ai nostri autori per altri siti. Sul fronte interno degli articoli, il 2015 ha visto la nascita della sezione La parola agli Autori e l’arrivo dei primi articoli che trattano argomenti attinenti alla progettazione delle storie e alla scrittura in senso più esteso.

In particolare sono molto contento della sezione in cui gli autori parlano del proprio approccio alla scrittura al pubblico, perché ha permesso discussioni interessanti coi lettori, ricche di spunti, che hanno sostituito praticamente il bisogno di parlare di certi argomenti in appositi articoli di scrittura. Il pubblico è interessato, intelligente e partecipe. Il genere di domande e commenti che altrove non si trovano, ma che per me fanno parte della normale dialettica coi nostri autori… e, quando lo richiedono, coi nostri lettori. Ma è ancora poco numeroso.

Però sono molto contento che i nostri autori abbiano sempre più spazio, è così che deve essere: loro devono essere al centro, non il direttore della collana. Sono loro i libri che pubblichiamo quindi loro devono essere le idee di cui parlare.

Giuseppe Menconi: il secondo romanzo, ancora più di nicchia per temi e contenuti del primo, ha riscosso tra i lettori un successo ancora maggiore. Praticamente tutti l'hanno trovato superiore al già ottimo Abaddon.

Giuseppe Menconi: il secondo romanzo, ancora più di nicchia per temi e contenuti del primo (meno azione, più riflessione), ha riscosso tra i lettori un successo ancora maggiore. Praticamente tutti i lettori l’hanno trovato superiore al già ottimo Abaddon, in particolare ci hanno fatto piacere i commenti di lettori davvero duri da affascinare come Alek.

Sul fronte nuovi autori ci sono state piacevoli sorprese: Federico Russo, formato e pubblicato… Marco Crescizz, recuperato con “riserve” per il tipo di storia che voleva portare e che a me non andava a genio (ma che poi è andato molto bene)… e altri di cui non posso fare i nomi per ora. Vorrei aver trovato più autori, ma sono soddisfatto del lavoro svolto con i quelli trovati (che non sono stati pochi, a tutti gli effetti) e di cui spero vedrete qualcosa nel 2016.
E in ogni caso non ho ancora risposto a tutte le mail arretrate, per cui non è da escludere che il secondo anno ci abbia riservato un altro autore o due che ancora non conosco… 😉

Mi dispiace per alcuni autori trovati tra 2014 e 2015, formati, seguiti a lungo, aggiornati quando si aggiungeva una nuova lezione di teoria… e che sono ancora improduttivi, incapaci di trovare dentro di sé la loro storia da scrivere (escluse quelle mal progettate e scartate fin dall’inizio, perché impossibili da salvare pur dopo molti, molti tentativi fatti insieme). Oppure autori in grave difficoltà perché anche avendo storie da scrivere, non riescono a mettere assieme lavoro e attività di scrittura. Sto cercando di capire come aiutare entrambi i casi, ma l’ussaro Branca non è molto utile nel suggerire l’infallibile metodo dello schiaffone dietro la nuca (del brevettato sistema pedagogico Spalmacapre, vanto dell’Italia tutta).

Anche i post storici dei social, le nostre pillole di storia riportate e suddivise in tre pagine per ogni mese, hanno avuto un buon successo. Non sono stati affatto rari i casi in cui i post hanno avuto decine di “mi piace” e perfino decine di condivisioni. Ah, già: su Facebook abbiamo anche passato quota 1000 fan, poco meno di un mese fa. Piccoli numeri, ma in costante crescita.

Logo Vaporteppa ,Branca e Adele

Lanciati con noi verso il Futuro!

Cose che mi piacerebbe fare meglio o proseguire a fare nel terzo anno:

  • dare più spazio ancora ai nostri autori, possibilmente anche vedendo come coinvolgere gli autori in formazione;
  • aumentare gli articoli che parlano di storie e scrittura;
  • proseguire rapidamente coi cartacei: scomodi, costosi (per noi e per voi, rispetto agli elettrolibri), di guadagno nettamente inferiore per noi, ma da fare perché sì perché è fantasy;
  • trovare un modo per comunicare meglio il concetto, alieno al pubblico italiano, che noi prendiamo autori e li formiamo da zero… non ci limitiamo a prendere un’opera, buttarci qualche annoiata modifica e vaffanculo tutto: noi investiamo decine e decine di ore su ogni autore ancora prima che abbia un’opera pronta idonea per noi;
  • molestare le fatine.

Insomma, il nostro problema non è il gradimento del pubblico o il sostegno diretto, la vicinanza e l’apprezzamento che sentiamo ogni giorno… è solo la quantità di pubblico che cresce, ma cresce piano. Dai anche tu una mano a farlo crescere: parla di noi, linkaci, usa i tuoi social, usa i tuoi blog. La timidezza uccide l’innovazione e mantiene lo status quo: se ti piace la nostra diversità, solo tu puoi scegliere di farci conoscere. 🙂

Se anche tu pensi che un editore debba formare, seguire, sostenere e aiutare gli autori promettenti, grida Avanti Vaporteppa! e compra le nostre opere. Siete già in tanti a farlo, ma dovete essere molti di più se volete che il progetto diventi sostenibile. ^_^

18 comments

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  1. Mi scusi buon uomo, vorrei diventare un autore di libri sui negri, è possibile?

  2. Negri fantasy o negri da saggistica curiosa? Per la saggistica curiosa (e in parte anche storia curiosa, forse) sto collaborando con un nuovo direttore per una collana apposita. ^_^

    Se invece è un trattato di antropologia criminale va a Penale.it
    Per la zoologia non siamo ancora attrezzati (e non essendo più nel XIX Secolo forse è anche contestabile l’idea). XD

    • Nicholas on 05/02/2016 at 11:56
    • Reply

    Pensavo che uno dei punti per il nuovo anno sarebbe stato 4) quattro.
    Sono un po’ deluso.
    Voglio aiutare, sopratutto nelle molestie alle fatine, il resto non so farlo.
    Duca perchè non presenti la tua iniziativa sulla rubrica Startup Stories di LN?
    Io scrivo spesso per LN e il bacino di utenza è circa 100.000 persone, potresti presentare il tuo modo di fare editoria.

    Se Zwei scrive un libro di negri lo compro, anche cartaceo, e sono sicuro che la rubrica “Parola agli autori” riceverà migliaia di visualizzazioni di giovani fanciulle che chiederanno immagini di Zwei (e forse anche qualche fanciullo).

  3. Non so… mi pare che le attività di cui parlano siano molto diverse (CoContest, App di giochi ecc.), dici che potrebbe interessare una C.E. che fa ciò che in teoria ogni C.E. dovrebbe fare (e che non fanno, ma spesso i lettori comuni non hanno idea che ciò non avviene)?

    Se secondo te può essere di interesse, contatto la rubrica.

    • Nicholas on 05/02/2016 at 17:56
    • Reply

    Secondo me si.
    Per chi frequenta questi blog sa che Vaporteppa fa quello che andrebbe fatto da chiunque ma per chi è a digiuno potrebbe essere una bella scoperta.
    LN ha una rubrica di libri da leggere e anche il tema editoria è stato trattato con un certo interesse, i lettori non mancano.

    Poi credo che l’obiettivo sia farsi conoscere e da quel punto di vista è una bella vetrina (ora io non so se tra i “nerd” ci sono in media più lettori che tra i non-nerd ma a naso direi di si).
    Se poi a qualcuno interessa approfondire può venire su Vaporteppa a togliersi i dubbi e l’obiettivo è raggiunto.

    Se vuoi prima sentire Itomi (che è il gestore) se vuoi ti passo in PM il suo contatto.
    Secondo me, la storia di Vaporteppa è la classica storia di una startup che sarebbe bello conoscere, dopotutto nasce dalla passione di un singolo che si è impegnato a creare qualcosa che prima non c’era e che ha raggiunto una parte di pubblico che ora ne beneficia.
    Certo il campo è un po’ diverso e per certe cose ti sei appoggiato alla Tombolini Editore ma non ci vedo una grande differenza da chi sviluppa una nuova app magari chiedendo fondi su kickstarter o a un incubatore di imprese.
    È il progetto che conta.

    • Angra on 07/02/2016 at 21:43
    • Reply

    Io guardo spesso film con negri. In realtà non so se chiamarli film sia corretto, perché manca sempre la trama. Documentari, forse?

    • michele on 08/02/2016 at 07:40
    • Reply

    come faccio per propormi come molestatore di fatine?

  4. Io guardo spesso film con negri. In realtà non so se chiamarli film sia corretto, perché manca sempre la trama. Documentari, forse?

    Se sono quelli con i riti d’accoppiamento penso di sì, documentari. Belli anche quelli con i leoni nella savana o con gli ippopotami.

  5. come faccio per propormi come molestatore di fatine?

    Mandami un curriculum con prove fotografiche. E magari una fatina con Corriere 12 ore, imbavagliata dentro una scatoletta coi buchi per respirare. Non dimenticare i buchi. E falle fare i bisogni prima di spedirla, non voglio tirarne fuori una lercia non subito pronta all’uso.

    • Michele on 08/02/2016 at 17:25
    • Reply

    Ho già preso contatti con alcuni moccioso per comperare i loro denti da latte e catturare qualche fatina dei denti.
    Ovviamente solo denti immacolati, quelli cariati valgono la metà, non ne attirano tante.

    Tornando seri mi piacerebbe vedere qualche romanzo di mellik su vaporteppa, come zombie shit o tumor fruit

  6. Quicksand House in originale è sulle 65.000 parole mi pare. Interessa?

    • michele on 08/02/2016 at 21:26
    • Reply

    Si, anche quello garba.

    Comunque Warrior Wolf Women of the Wasteland resta il migliore che ho letto (fino ad ora) anche se mi da fastidio leggere in inglese.

    Zombie and Shit l’ho iniziato, ma non riesco a leggerlo in inglese, mi sa troppo difficile. Lo vorrei davvero tanto in italiano, anche se provo sentimenti contrastanti per questo romanzo ahahah

    • Nicholas on 09/02/2016 at 13:46
    • Reply

    Zombie and Shit lo voglio pure io!
    Anche perchè in inglese lo trovo solo cartaceo -.-“

  7. Riguardo Mellick, Zombies and shit è bellerrimo (nonostante il finale MEH), ma quello davvero imperdibile secondo me è Apeshit, geniale quanto disgustoso dall’inizio alla fine.
    Duca, sto per mandarti la fattura degli antidepressivi che ho dovuto prendere dopo aver letto “Il grande strappo” (che mi è anche piaciuto poco, tra l’altro). Un romanzo che è ottimo leggere con in sottofondo musichine allegre tipo Evoken, Shining o Skepticism.

    • Auletride on 28/02/2016 at 20:02
    • Reply

    Facendo parte del gruppo di pasticcioni che ancora non sei riuscito a far lavorare, oso dire che il metodo dell’ussaro potrebbe avere i suoi meriti… 🙂

    Scherzi a parte, oltre che con la teoria io personalmente mi trovo a lottare coi miei ostacoli emotivo/psichiatrici, quindi non sei tanto tu che puoi aiutarmi quanto io stessa che mi devo svegliare!

    Però la butto lì: a me piacerebbe molto potermi confrontare con questi altri “sfigati” e capire se abbiamo tutti problemi simili…ma non so proprio come si possa fare in pratica.

    Grazie per averci chiamato “autori” lo stesso, sulla fiducia 🙂

    • Lucia on 25/03/2016 at 10:02
    • Reply

    Ciao Auletride. Se vuoi parlare, chiedi al Duca di metterci in contatto: sono anche io stata bloccata da qualche problema emotivo. Magari insieme si riesce a cavarne fuori qualcosa di buon (per la gioia del Duca ^^).

    • michele on 28/03/2016 at 10:06
    • Reply

    sono in astinenza da bizarro fiction, ci saranno nuove uscite a breve?

  8. Sì, una lunga. ^^
    Stiamo finendo i lavori, che hanno impiegato qualche settimana più del previsto.

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