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Apr 16

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Leggere non è in sé un valore

Riporto questa riflessione scritta per la pagina Facebook, ispirata dalla visione della splendida Fontana dei Libri in via degli Staderari (fabbricanti di bilance), a Roma. Notare la testa di cervo, simbolo del rione Sant’Eustachio. Roma è una città con dei monumenti meravigliosi.

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Fontana dei Libri, via degli Staderari, Roma.

Guardando questa fontana vorrei dire che è una fontana in cui ci si può abbeverare dalla cultura, ma sappiamo bene che molti libri contengono immondizia il cui miglior effetto è danneggiare la collettività rendendo meno intelligenti chi li legge. Frequentare ambienti stimolanti, intelligenti, che obbligano al pensiero e all’elasticità mentale rende più capaci di ragionare e favorisce l’apprendimento.

Molti libri, come molti film, sono l’opposto di questa esperienza al punto tale che chi li subisce arriva a rincitrullirsi fino a non riuscire nemmeno a notare i problemi di quelle opere. Le capacità sono generali: se non nota certe cose lì, non le noterà nella vita di tutti i giorni. Farsi scudo dietro “è solo un libro” o “che importa, è solo un film” per mascherare l’imbarazzo di essersi ormai istituzionalizzati alla stupidità, è la bandiera bianca del pensiero critico e della razionalità che ormai non riescono più a farsi ascoltare nella vita quotidiana (libri e film inclusi) di quell’individuo.

“Spegnere il cervello” non è qualcosa che si può fare a comando, perché le reazioni di difesa di fronte all’insensatezza sono automatiche in una mente razionale. Chi sa “spegnerlo” quando vuole è perché in realtà ha dimenticato da tempo come fare a riaccenderlo. Da qualche parte questa educazione all’acriticità è venuta, come viene quella all’accettare la violenza o il sopruso come fatti normali.

Il libro è solo un libro, un mezzo per trasferire concetti codificati in immagini: è il contenuto che conta. La lettura in sé non ha un valore positivo: è, come la guerra nel buddismo zen, un concetto neutro che diventa negativo o positivo in base al risultato che consegue.

Un buon libro dovrebbe educarci alla complessità e all’intelligenza anche quando parla di guerre nello spazio, di maghi o di cotte adolescenziali. Dov’è il divertimento della lettura se si viene trattati dall’autore come deficienti?

Grazie e buona lettura. :-)

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Dettagli sull'autore

Duca di Vaporteppa

Marco Carrara è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

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