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Nov 04

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Giulia Besa porta la Gatta degli Haiku

Eccoci con il primo racconto in italiano a pagamento di Vaporteppa: La Gatta degli Haiku.
L’autrice è Giulia Besa e chi segue il fantasy italiano da qualche annetto spero se la ricordi: con Numero Sconosciuto era stata un rarissimo caso di buon fantasy in una discarica di fantatrash. Venne pubblicato da Einaudi nel 2011. Un’opera acerba, che rappresenta solo vagamente l’autrice di oggi.
Ho scelto La Gatta degli Haiku perché la protagonista è una ragazzina che subisce maltrattamenti vari. Ho un debole per queste cose, dal tempo della Cosette di Victor Hugo.

Rimane poco da dire per introdurre l’opera, arricchita da una esauriente postfazione dell’autrice sulle scelte e l’ispirazione per scriverla. Dirò solo che è ambientata a Verona, la città di Salgari e del Romeo e Giulietta!

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Illustrazione di copertina di Manuel Preitano.

Lilly è una bambina sfortunata: è cieca da un occhio e sua madre è appena morta. La madre era esperta nel dipingere potenti haiku magici, che vendeva per mantenere la figlia. Senza più soldi, Lilly dorme sotto un ponte, mangia rifiuti gettati in strada e ogni giorno tenta di vendere brutte copie dell’ultimo haiku lasciatole dalla madre.

In una Verona fantasy che non è mai esistita, a metà tra Medioevo e Ottocento, la vita di Lilly cambierà quando incontrerà una gattina parlante, con peculiari idee politiche. Una gattina proveniente dal leggendario Cipango, pronta a coinvolgere Lilly nella Rivoluzione.

Il racconto è lungo 12.600 parole (circa 42 pagine) più postfazione e le solite varie cosette che non contiamo (colophon, indice, note di creazione ecc.), per cui si tratta di un racconto di notevoli dimensioni. Se ricordate, i grandi concorsi di fantasy e fantascienza considerano le 7500-8000 parole come tetto massimo per un racconto, sopra cui vi sono le novelette (racconti lunghi?) entro 17.499 parole, poi ci sono i romanzi brevi da 17.500 e 39.999 parole che divengono romanzi veri e propri sopra le 40.000 parole.
Questo è quindi in pieno un racconto lungo, una novelette, e quindi ha il prezzo pieno deciso per Vaporteppa di 1,99 euro.

Scheda del libro su Vaporteppa.
Compralo su Ultima Books (ePub) o Amazon (Kindle)!

Lo store dedicato per Antonio Tombolini Editore è soppresso: non è più possibile comprare gli ebook lì e tutti gli acquisti precedenti sono migrati, con gli stessi account che avevate prima, su Ultima Books (che già prima in realtà forniva la tecnologia e le transazioni del negozio).
Per aiutarci al massimo comprate su Ultima Books. C’è anche il Mobi, se avete il Kindle è perfetto! In più su Ultima Books potete leggere tutto il prologo in anteprima. Sfortunatamente Amazon ha deciso di mostrare solo un 5% scarso dell’opera, invece del 10% massimo, inclusa la propria pagina di link per l’acquisto, per cui non c’è alcuna anteprima utile lì… mi spiace, ma non dipende da noi…

Cosa abbinare a tema con la storia?

gatao_tinto_ptQui sono indeciso.
Ovviamente vanno bene tutti i vini della zona di Verona, se ci ispiriamo all’area in cui si svolge. Pensando a Salgari e al legame della sua famiglia con Negrar, si può puntare a qualsiasi vino della Cantina Valpolicella Negrar: Valpolicella Ripasso, Amarone della Valpolicella o anche un bel bianco, come un Soave o un Custoza. Un Amarone buono di qualsiasi produttore (io consiglio il Santa Sofia classico, il cui 2007 era davvero ben fatto!), con lo splendido rosso corposo, opulento, è un vino adatto cromaticamente alla Rivoluzione… ma secondo me stona. Questa è una storia di povertà, non è meglio un vino economico?

Ecco che il più che dignitoso Custoza di Cantina Valpolicella Negrar, con i suoi poco meno di 4 euro, è perfetto come bianco locale. Tornando sui rossi cambiamo radicalmente vino: non si è forse parlato di gatti? E allora il Vinho Tinto Gatão del portoghese Borges. Un vino giovane, bevibile, senza alcuna pretesa se non di essere molto fruttato e con sentori un po’ marmellatosi/stramaturi, ad appena 4,29 euro. Con quel gatto in etichetta, non potevo non sceglierlo!

E gli haiku?
Non posso certo dimenticarmi l’altro elemento fondamentale della storia. Un vino? No, un sake: la selezione speciale Haiku di Gekkeikan. Circa 11,90 euro per la mezza bottiglia da 0,375 litri. Un grande sake in cui l’equilibrio fa da padrone. Morbido. Al naso i delicati profumi nascondono del tutto l’alcool (15%, non poco!) e titillano con profumi di mela, di fiori bianchi, di lieviti/amido e di erbaceo verde. In bocca e nel retrogusto torna tutto, arricchito da un piacevolissimo ammandorlato (amaro gradevole), e soprattutto stupisce la grande struttura che non fa sentire l’alcool: in bocca pare 10%, ma nello stomaco picchia una tacca di calore, di vampa piacevole, ben oltre il 15% ufficiale!

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Dettagli sull'autore

Duca di Vaporteppa

Marco Carrara è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

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