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Feb 02

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Streghe, mostri e nichilismo!

La Dame Noire, una scuola di magia in cui la crudeltà psicologica è la norma e il rischio di incappare in un incidente mortale è dietro l’angolo, questo è lo scenario in cui si troverà Sophie, sedicenne che mai, nella sua tranquilla vita a Roma, avrebbe pensato di possedere autentici poteri magici. La magia è una tentazione che conduce naturalmente all’egoismo, alla prevaricazione e al disprezzo della vita altrui, ed è un potere mortale che si ritorce contro chi lo usa.

E se non ci pensano i propri poteri, ci sono un buon numero di streghe assetate di distruzione ad ammazzare le colleghe… e mostruosità di altre dimensioni sempre pronte a straripare nel nostro mondo. Godersi la vita al massimo e morire atrocemente, questo è il destino che molte streghe scelgono. Una cosetta simpatica, no?

Illustrazione di Manuel Preitano

L’educazione sanguinaria di una strega.
Un mondo popolato da mostri antropofagi.
Un’unica amica su cui contare.

Sophie ama leggere e scrivere, soprattutto narrativa fantastica. Con la sua mente costruisce visioni alternative della realtà per sfuggire alla noia della sua vita di adolescente romana. Visioni credibili quanto la realtà stessa. Sophie sa che ciò non è normale e sospetta di essersi bevuta il cervello a furia di leggere, come una nuova Don Chisciotte, ma non è così.

Sophie è una strega e ha la capacità di vedere oltre la comune realtà, ma essere una strega significa anche attirare su di sé l’attenzione di creature abominevoli, dagli scopi oscuri. Non è possibile sopravvivere a lungo se non si viene istruite a difendersi dai nemici… e dalle proprie stesse magie: basta un piccolo errore a tramutare un innocente incantesimo in una condanna a morte.

Accompagnata da Fiammifero, il draghetto che le fa da famiglio, Sophie è costretta a fuggire a Venezia, dove ha sede l’Accademia di Stregoneria della Dame Noire: lì le streghette vengono addestrate alla Retorica, l’arte di scrivere istruzioni precise per modificare la realtà. Però la Dame Noire non ha posto per i cuori deboli: il disprezzo per la vita umana pervade l’insegnamento e inseguire il proprio piacere è il fine ultimo dell’esistenza di ogni strega.

Una scuola brutale, piena di pericoli mortali per le stesse streghette. Sophie dovrà imparare a sopravvivere facendo affidamento solo sul proprio coraggio e sulla dolce Elodie, la sua compagna di stanza.

Streghette! Volume 1 è lungo 86.500 e per i miei conti questo equivale a 289 pagine di un romanzo normale, con caratteri né enormi né minuscoli. Secondo Amazon invece sono 371 pagine, ma anche includendo le postfazioni e le diverse pagine ulteriori, rimane una cifra esagerata… forse pensando a un tascabile, forse, tornano i conti. Il romanzo è arricchito da 5 illustrazioni di Manuel Preitano!

Abbiamo calcato la mano nella descrizione sugli elementi chiaramente poco adatti ai bambini, visto che la copertina potrebbe ingannare i genitori meno attenti. Ora, dal mio punto di vista, non c’è nulla di male se un bambino di 10 anni lo legge: è una lettura più intelligente di tante altre, sprizza fantasia da ogni capitolo e ci sono libri “rispettabili” che non hanno nulla da invidiare in fatto di immoralità, sesso e violenza. E non sto parlando del Vecchio Testamento: quello vince a mani basse e ci fa la pernacchie perché gli sembriamo educande.

Oltre al fatto che secondo me un bambino rimarrebbe più sconvolto capendo l’estensione, il significato e la profondità del suicidio di Aiace Telamonio, o la lezione che può darci sul senso della vita la gloriosa tragedia di Cyrano di Bergerac, che non per qualche mostro mangiauomini e due ragazzine che si palpano sotto la doccia in un momento di debolezza. Detto tra noi, l’eroismo della vita senza compromessi di Cyrano mi attira forse più dell’atto di accusa al mondo lanciato dal suicidio esemplare di Aiace (anche perché era rivolto a uno stronzo così degenerato, Agamennone, che non ha nemmeno capito l’accusa). Pollice su se anche voi preferite la morte al disonore. ^_^

Qui la scheda di Streghette! Volume 1
Compralo su StreetLib Store (ePub o Kindle) o su Amazon (Kindle).

Due parole sull’opera

Questo romanzo idealmente si colloca, dentro Vaporteppa, più alle opere di Carlton Mellick III e a Lo Specchio di Atlante di Bernardo Cicchetti che alle altre opere italiane che abbiamo pubblicato. Come mai?

Prima di tutto perché l’opera non è stata discussa da zero e approvata prima della scrittura da parte di un nostro autore, ma è stata fornita così com’era e il lavoro è stato solo di normale revisione. Di solito il lavoro è molto diverso perché l’opera nasce dentro la collana e si sviluppa secondo il modello narrativo dell’arco di trasformazione che potete osservare in Caligo, Sangue del Mio Sangue, Blestemat e in altri nostri romanzi. Questa volta l’opera era pronta, nella forma desiderata dall’autrice, e la questione era solo: la vogliamo o no? Certo che sì! Non sono abituato a lavorare nel modo “normale” con cui lavorano gli altri editori, ma ne è valsa la pena!

Giulia Besa ha debuttato nel 2011 con un interessante romanzo fantasy, Numero sconosciuto (Einaudi Stile Libero), e successivamente si è dedicata alla scrittura di romanzi di generi differenti per Sperling & Kupfer e per Giunti, lasciando un po’ da parte il fantasy. Di suo avevamo pubblicato solo un racconto, nel 2014, La Gatta degli Haiku, ma quello che mi interessava davvero era vedere una nuova opera lunga. Il risultato non mi ha deluso: anche se il lavoro è stato diverso, è scattata la stessa scintilla che mi aveva fatto dire “Lo voglio pubblicare!” con Lo Specchio di Atlante di Bernardo Cicchetti o con le migliori opere di Carlton Mellick III.

L’ho voluto anche se la vicenda si interrompe a metà. So che è normale dividere le opere e che questo è molto comune nei romanzi fantasy, ma su Vaporteppa di solito portiamo storie concluse: i miei autori nativi della collana sono istruiti a pensare eventuali “serie” esclusivamente sotto forma di archi narrativi conclusi e in sé completi nelle singole opere, da collocare poi in una macrovicenda collettiva. In questo caso non era possibile portare tutta la storia subito, anche perché la lunghezza sarebbe stata molto al di fuori delle dimensioni massime che vogliamo su Vaporteppa per una singola opera. Dividere in questa modo, per preservare senza tagli l’integrità complessiva della visione dell’autrice, era l’unica possibilità per pubblicarlo e sono contento di aver accettato: ci vuole un po’ di flessibilità mentale ogni tanto.

L’autrice

Giulia Besa è nata a Roma nel 1990. Esordisce giovanissima con il romanzo urban fantasy Numero Sconosciuto (Einaudi Stile Libero, 2011). Seguono Raccontami ancora di noi (Sperling & Kupfer, 2015) e tre romanzi per Giunti Editore: Il cattivo ragazzo che voglio (2016), Con te al di là del mare (2017) vincitore del premio Racalmare Sciascia – Scuola, e Gemelle (2018).
Nel 2014 esce il racconto dark fantasy La Gatta degli Haiku per Vaporteppa e nel 2018 il romanzo fantasy Streghette! Volume 1.

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Dettagli sull'autore

Duca di Vaporteppa

Marco Carrara è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

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3 comments

  1. Nicholas

    No!!
    Ma come si interrompe a metà!
    Avevo già paypal in mano ricordandomi il bellissimo racconto di Besa già pubblicato.
    Ora sono combattuto se aspettare tutta la serie o iniziare, quanto è godibile come opera singola?

  2. Duca di Vaporteppa

    È mezza storia, come scritto.
    È godibile nel suo essere la prima metà di una storia, come qualsiasi storia fantasy divisa in volumi non autoconclusivi… in questo abbiamo, della storia, tutta la fase pre-Accademia e la fase di adattamento all’Accademia. Quindi vediamo come vengono istruite e come funziona l’Accademia, quello sì, per bene. Si chiude con l’arrivo di un nuovo merdone a base di segreti e mostri ecc. che proseguirà poi nel volume successivo, e dubito che nel 2 la mera formazione scolastica delle streghette potrà avere molto posto. Comunque tra, uh, 1-5 anni lo scopriamo. Penso (spero) 2-3 annetti. Non si sa, l’autrice non ha fornito indicazioni. :-)

    La maggior parte dei romanzi non ha nemmeno archi narrativi realmente degni di questo nome, nemmeno quando sono “conclusi”, per cui strutturalmente non è da meno (nemmeno se diviso a metà) di tante narrativa che si dice “completa”. È metà solo rispetto ai criteri tipici di Vaporteppa. ^_^

  3. Nicholas

    Grazie per le delucidazione.
    Eh niente, l’ho comprato, potrei dire che mi sono lasciato convincere da “Contiene scene di violenza esplicita e sesso. ” ma per quanto questo mi farebbe apparire sotto una buona luce, la verità è che ultimamente ho comprato praticamente tutto quello che ha prodotto Vaporteppa e non sono mai stato deluso.
    L’ho comprato sulla fiducia.
    Anche se le storie spezzate non mi piacciono e preferisco aspettare siano concluse, sono certo sarà un ottimo romanzo da gustare anche stand alone.
    A questo punto chiederei giusto alla Besa o a Vaporteppa di inserire un “nelle puntate precedenti” se il seguito esce tra più di un anno, che ho la memoria di un banco di Ram.

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