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Set 07

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Un cervello grosso come un tricheco

Nuovo romanzo breve in uscita: Testa d’Uovo di Carlton Mellick III.
Diversamente dal solito, userò queste righe per spendere qualche parola sulle difficoltà della scelta della copertina invece di lanciare qualche suggestione sull’opera. La descrizione è chiara e dire di più mi obbligherebbe a rivelazioni che non voglio fornire… e proprio la questione delle rivelazioni, degli spoiler, ci porta a parlare della copertina.

Nello scegliere un’illustrazione per le opere di Vaporteppa abbiamo due criteri:

  • deve c’entrare con il titolo;
  • deve rappresentare qualcosa che davvero si trova nella storia.

Sembrano considerazioni banali, ma se bazzicate da qualche annetto il mondo del fantasy e della fantascienza dovreste sapere che non sono cose così scontate. Qual è il primo problema con Testa d’Uovo? Raffigurare uno dei testa d’uovo della storia è una buona scelta, anzi, l’unica: il protagonista ha un aspetto banale e il resto è un generico contesto di degrado urbano che poco o nulla può richiamare il titolo.

Ma non c’è rischio di fare uno spoiler sulla natura del testa d’uovo del titolo, svelando la sua forma? No, oggettivamente no. Tant’è che nelle “Note dell’Autore”, poste a inizio opera e pensate per essere lette prima di leggere la storia, viene spiegata la forma del testa d’uovo in modo preciso: un cervellone gigante su un corpo umano. Molto peggio sarebbe aver imitato la copertina originale, quello sì che è un grosso spoiler! Non rovina la lettura, ma è uno spoiler bello grossino! Se non avete visto la copertina originale di The Egg Man e gli spoiler vi danno fastidio, stateci lontani come dalla peste!

In più, cambiando il soggetto della copertina, abbiamo anche soddisfatto un altro parametro delle copertine di Vaporteppa: cercare, quando ne vale la pena, di scegliere un soggetto o una situazione migliore di quanto presente nella copertina originale. Lo abbiamo fatto con Il Villaggio delle Sirene (personaggi molto diversi) e con La Casa sulle Sabbie Mobili (stesso soggetto e oggetto, ma situazione drammatica invece di calma). Dà molta più soddisfazione anche al nostro artista, Manuel Preitano, poter spaziare su alternative nuove.

E ora, il libro!

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In una Terra alternativa in cui gli uomini si riproducono come insetti e i bambini sono proprietà delle corporazioni, solo i più adatti possono sopravvivere. Una distopia in cui le persone nascono con uno dei sensi più sviluppato degli altri quattro, e questo influenza tutta la loro vita.

Lincoln sta affrontando il mondo per la prima volta dopo essere stato educato e cresciuto per tutta la vita dalla Georges Organization, una corporazione che crea artisti. Lincoln è un pittore, ma il suo senso dominante è l’olfatto e questo è un grosso problema perché solo chi ha un’ottima vista può diventare un grande pittore.

Poco considerato dalla sua stessa corporazione, Lincoln si ritrova sbattuto a vivere in periferia, in un edificio fatiscente popolato da operai della vicina acciaieria. Lì incontra Lucy, una ragazza stramba e sempre sporca, che vive passando da un compagno all’altro. Sarà proprio nel degrado e nella puzza di Lucy, per lui intollerabili, che Lincoln potrà trovare la propria originalità come artista e l’amore.

Lucy, divenuta la musa di Lincoln, lo trascina alla scoperta della verità dietro il misterioso Testa d’Uovo che vive nell’appartamento accanto. Chi è quel tizio con un gigantesco cervello, tanto grande da non poter mai uscire di casa?

Un romanzo breve, appena 23.000 parole, che in pochissimo spazio concentra molte idee. Un libro che colpisce leggendolo e rileggendolo, come tutte le opere che dietro la patina di pura azione hanno qualcosa di importante da dire sulla vita. Una frase in particolare mi ha colpito e forse la userò in futuro nel segnalare l’opera altrove. L’ho capita davvero solo alla terza rilettura. Ok, forse non è niente di che, ma mi ha fatto capire meglio ciò che Mellick voleva dirci sulla nostra vita tramite le vicende di Lincoln.

Qui la scheda di Testa d’Uovo
Compralo su StreetLib Store (ePub o Kindle) o su Amazon (Kindle).

Con cosa brindare?

Cosa bere per accompagnare la lettura? Direi proprio quello che beve Lincoln diverse volte: birra Pasbt Blue Ribbon (che non credo si trovi in Italia, ma una Pale Lager industriale in lattina qualsiasi sotto i 2 euro al litro andrà bene) e “vino di riso” (quindi i sake meno costosi nei supermercatini asiatici andranno bene). Io ho brindato con una Ceres Top Pilsner e avrei preferito evitare di farlo. Sul serio, perché bisognerebbe bere simili Pale Lager senz’anima, piatte? Bermi una buona Pilsner Urquell o anche solo una DAB temo avrebbe tradito il senso di degrado richiesto dall’opera… figurarsi una birra artigianale seria, una bella Double IPA, troppo buone per sottolineare l’amarezza del mondo di Lincoln…

Né usare il bicchiere per Pale Lager né il calice ISO l'hanno migliorata. Almeno col boccale fa allegria.

Né usare il bicchiere per Pale Lager né il calice ISO l’hanno migliorata. Almeno col boccale fa allegria.

Datelo via, se volete riceverlo!

Solo per i nostri lettori che ci seguono su Facebook, sarà possibile oggi e domani vincere una copia gratuita di questo elettrolibro o di un altro elettrolibro di Carlton Mellick III, basta seguire poche semplici istruzioni e incrociare le dita! Scopri come sulla nostra pagina Facebook a partire dalle 14:10 di oggi.

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Dettagli sull'autore

Duca di Vaporteppa

Marco Carrara è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

Permalink link a questo articolo: http://www.vaporteppa.it/elettrodiario/un-cervello-grosso-come-un-tricheco/

2 comments

  1. Gwenelan

    Concordo con le vostre riflessioni sulla copertina. Anche se devo dire che, dopo aver letto parecchi romanzi/storie di Mellick, quello della copertina originale non è tanto spoileroso: uno se lo aspetta, conoscendo l’autore XD. Al momento sto leggendo Clownfellas ed è successa più o meno la stessa cosa: sapevo già cosa sarebbe accaduto alla moglie del protagonista, perché è un po’ tipico di Mellick. Still, meglio evitare di metterlo in copertina.

    Tra qualche giorno prendo questo Testa d’Uovo ^^, me happy. A quando il prossimo romanzo italiano, invece?

  2. Duca di Vaporteppa

    Ciao!
    Abbiamo diverse opere italiane a diversi livelli di completamento. Secondo me è più facile che la prima a essere pronta sia quella di Menconi, ma non sono ci giuro. Prima di Natale un’opera, spero due, le avremo. Le altre seguiranno.

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